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Impianti fotovoltaici: ...Perché?


impianti fotovoltaici

La parola 'fotovoltaico' deriva dal greco photos = 'luce' e da volt, unità di misura della tensione elettrica, che a sua volta deriva dal cognome del fisico Alessandro Volta, inventore della pila elettrica.

L'effetto fotovoltaico fu osservato per la prima volta dal fisico francese Becquerel nel 1939 e consiste nella conversione di un flusso di energia luminosa in energia elettrica. Il materiale solitamente utilizzato è il silicio, l'elemento più abbondante in natura, costituente principale delle rocce e della sabbia e ingrediente fondamentale del vetro.

Una cella fotovoltaica è una fetta sottilissima di silicio (opportunamente trattata) che, colpita dalla radiazione solare, genera tra le due facce una differenza di potenziale che può essere sfruttata per la produzione di elettricità.

I primi impianti fotovoltaici furono realizzati negli anni '50 per alimentare satelliti artificiali mentre solo verso la metà degli anni '70 nacquero le prime applicazioni 'a terra'.

In Italia, il fotovoltaico iniziò a prendere piede verso la fine degli anni '80, quando il Piano Energetico Nazionale (PEN) riservò dei fondi importanti allo sviluppo delle fonti rinnovabili, mentre nel 1997 il Protocollo di Kyoto, stipulato da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), stabilì la necessità di prendere provvedimenti concreti al fine di ridurre l'inquinamento atmosferico causato dai gas serra (principalmente anidride carbonica), responsabili del surriscaldamento globale.

Poiché i produttori primari di gas serra erano le centrali termoelettriche, la prima azione da intraprendere fu quella di individuare forme alternative di produzione di energia elettrica, possibilmente utilizzando fonti cosiddette 'inesauribili' quali ad esempio il sole e il vento. Fu quindi la fine del vecchio millennio a fare da trampolino di lancio alle nuove energie come il fotovoltaico, l'eolico, le biomasse ecc. che in questo momento sono forse nel punto di massima crescita, in Italia come in gran parte del mondo.

In Italia, lo stimolo principale a realizzare gli impianti fotovoltaici, al di là delle ragioni di tipo ambientale, è attualmente rappresentato dagli incentivi ventennali del Conto Energia. Questo programma, lanciato nel 2005 e riconfermato con opportune modifiche nel 2007, prevede il riconoscimento di un valore monetario per la produzione di energia elettrica da fonte solare. In particolare, ciascun kWh prodotto viene premiato con una tariffa stabilita sulla base dell'impatto architettonico e delle dimensioni dell'impianto, tariffa che può variare da 35 a 47 centesimi di euro.

Per informazioni più dettagliate sul Conto Energia e sulle modalità di riconoscimento degli incentivi, consultare il sito del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE).

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